
01/11/2017 Admin
In un
terzo dei casi si scoprono difformità edilizie o catastali,
che possono anche
compromettere la trattativa. Ecco che cosa accade quando le
banche affidano una
valutazione immobiliare per istruire una pratica di mutuo. È
quanto emerge da
un’analisi basata su un campione enorme di circa 300mila
operazioni, effettuato
da Assovib, associazione che rappresenta le principali società
del settore. Uno
studio che fa emergere una situazione ancora oscura a livello
di corrispondenza
tra patrimonio edilizio e catasto.
Sul totale
delle perizie analizzate, il 65% riguardava pratiche di nuovi
mutui. Nel
restante 35% si trattava di rivalutazioni periodiche, anche
queste a servizio
del mondo bancario, per immobili collegati a crediti in bonis,
sofferenze o
Npl. «Questo secondo gruppo è oggettivamente problematico
perché si tratta di
recuperare documentazione spesso datata e frammentaria.
Stupisce, invece, la
farraginosità ancora frequente riscontrata nelle nuove
richieste di
finanziamento», dice Francesco Simone, responsabile del
Comitato
tecnico-scientifico dell’associazione. Che cosa trovano la
società quando la
banca invia i documenti? Nel 44% dei casi l’incartamento è
incompleto, perché
mancano certificati all’apparenza semplici come la visura o la
planimetria
catastale aggiornate e l’atto di provenienza della casa. Un
intoppo che in
media allunga l’iter di 11 giorni. Ma soprattutto, nel 17,5%
dei casi si
riscontra una difformità edilizia (e quindi anche catastale) e
in un altro
18,5% un problema solo catastale: in totale un 36% di
situazioni da sanare.
Il nostro consiglio quindi è rivolto ai venditori: assicuratevi prima di fare qualsiasi trattavi per la vendita del Vs immobile di verificare la conformità urbanistica della vostra proprietà: eviterete lungagg burocratiche o addirittura lo sfumare della vostra vendita!!!